Il cielo stellato sopra di me, la lotta morale dentro di me. Parlano bene i giudici eretti a forgiare sentenze che paion scemenze. Altro che certi, son tutti sospetti. Mi guardan dentro e, senza rispetto scopron soltanto che ho sbagliato concetto. Non so chi sono, plasmato nel tempo da belle parole, mirate allo scempio di sogni e progetti, passioni ed affetti passati al setaccio da saggi saccenti respinti alla fine in cunicoli oscuri dove vivon soltanto malanni e tuguri. e sogno l’amore col cuore confuso ma non ho le istruzioni, il manuale per l’uso. Così m’impiccio e se amo qualcuno alla fine sprofondo col mio fare impacciato e vado al lavoro ogni giorno annoiato ma sogno altri lidi o posti selvaggi a far l’eremita...in una grotta proibita. Vedo mio padre, mia madre, il maestro il fratello più grande, il professore saccente, il sergente aitante, il tenente zelante il collega spocchioso, il capo ambizioso e... sai che ti dico...