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AMORE IGNOTO

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Perché ho nostalgia di te che non conosco? Delle parole tue che inventi e scrivi? Vorrei tanto accarezzare i tuoi pensieri, comprenderne le forme il senso e la sostanza delle idee. Altro non posso che amare le parvenze di ciò che sento ma vedo solo con il cuore. E tu mi scruti dentro l’anima, discente, pensando così di apprenderne l’ardore. Non ho la via per cercarti altrove né mappa né sentiero già tracciato, né indizio che di amore e psiche sveli   la dolcezza dei ricordi. E non mi è dato che sfiorarti con la mente vuoto e sgomento facendo di virtù silenzio. Solo mi culla il mistero del tuo essere, non perfezione ma verità del bello. Antonio

LA BALLATA DELL’AMORE DERISO

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Il cielo stellato sopra di me, la lotta morale dentro di me. Parlano bene i giudici eretti a forgiare sentenze che paion scemenze. Altro che certi, son tutti sospetti. Mi guardan dentro e, senza rispetto scopron soltanto che ho sbagliato concetto. Non so chi sono, plasmato nel tempo da belle parole, mirate allo scempio di sogni e progetti, passioni ed affetti passati al setaccio da saggi saccenti respinti alla fine in cunicoli oscuri dove vivon soltanto malanni e tuguri. e sogno l’amore col cuore confuso ma non ho le istruzioni, il manuale per l’uso. Così m’impiccio e se amo qualcuno alla fine sprofondo col mio fare impacciato e vado al lavoro ogni giorno annoiato ma sogno altri lidi o posti selvaggi a far l’eremita...in una grotta proibita. Vedo mio padre, mia madre, il maestro il fratello più grande, il professore saccente, il sergente aitante, il tenente zelante il collega spocchioso, il capo ambizioso e... sai che ti dico...

GIOCHI D'AMORE

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Amo guardare i tuoi occhi smarriti e l’anima tua solitaria, i sorrisi rubati e   gli sguardi furtivi come la solitudine degli alberi di città, il vento li sferza   e ne stronca le radici. Amo le creature che barcollano e crollano subito al primo dolore la debolezza le uccide senza umiltà. Di te mi attrae il tuo dolce infierire come soave ossessione di affetti, come l’alba fievole e   scolorita che della tua fuga   trascina il ricordo , in un dormiveglia incantato e balordo che ogni notte rincorro in sogni spezzati che un giorno m’infiamma e l’altro mi atterra. Conquista e sgomento tu sei e intrigo beffardo o rimpianto bugiardo o sogno molesto o amore maldestro. Purtroppo m’inganna il mio cuore ogni volta che un sorriso m’illude d’amore, e quando ti volti, m’insulti e deriso mi cacci con arte e perfido umore, lo so che tu fingi e ti piace giocare, per questo ti amo e... ti dono il mio cuore.   ...

Poésie noir

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Sempre ti spio mentre ti   guardi allo specchio ed ogni giorno temi le rughe che la vita ti infligge. Eppure miele cola ancora dalle tue labbra sottili e petali di rosa scivolano in mezzo ai tuoi seni d’avorio. Fresca rugiada raccogli ancora nell’incavo della tua passione, Forse rimpiangi quell’occasione perduta? Eri sempre felice quando io soffrivo e la gioia sprizzava dai tuoi occhi voraci ad ogni piccolo spasmo ad ogni trafittura, ad ogni graffio sulla pelle, ad ogni affondo sulla schiena. Tu inseguivi la tua felicità, alle spalle della mie sofferenze. Per questo un giorno, gemendo ti dissi: ritorna alla terra dei tuoi perfidi antenati, mangia la polvere, divora la sabbia e i cristalli di sale, danza intorno al gelido fuoco di Bel, nella foresta della luna nera. Ti divorino i lupi feroci, ti sbranino le carni. Marcisca la tua anima ed il tuo nome svanisca dalla memoria degli uomini. La tua vita evapori tra esalazioni mefitiche e m...

METAFISICA DEL CUORE

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Quando il destino bussò alla porta mi trovò grato e sorridente. Accadde di notte, ancora le mie mani ad accarezzare i tuoi capelli con rinnovata passione. Nel buio, il luccichio d’una lampada ad olio, nei tuoi occhi lo splendore d’una bellezza antica. Amavo la notte dove tutto tace la quiete, il buio e quella sensazione d’un tempo immobile ed infinito. Fosti tu , bellezza sconosciuta, a raccogliere il mio ultimo desiderio: incontrarti di nuovo, incontrarti per sempre, mano nella mano per amarti e sognarti, ogni giorno ed ogni notte, come se nulla di questo fosse mai successo prima. Ma un giorno mi persi nel profondo dell’Ade, e tu al di là dello Stige inaccessibile invano m’indicavi il bivio smarrito piangendo perpetua ed eterna   la mia ostinata metafisica   del cuore. Pubblicato da Antonio Fasolo Tutti i diritti riservati   ( foto dal Web )