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MIGRAZIONI

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Migriamo come uccelli disegnando nel cielo forme fantastiche   e inusuali. Cieco da molto tempo riapro ora la vista a contemplarne la  danza come in un disegno astratto. Reali erano invece i tuoi occhi e lucidi e brillanti mentre mi fissavi e teneramente sorridevi. Ed ora di nuovo uccelli su ruderi antichi cantano infinite nostalgie, piangendo una città distrutta da altri rapaci inumani, uomini perfidi e corrotti, malati di potere e ricchezza. Avremmo potuto fare la differenza, noi due, se non ci fossimo ammalati entrambi di un morbo raro e incurabile. Ma l’amore è tanto potente quanto fragile, come il cuore , un abisso insondabile, un paradosso senza soluzione.