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ARIANNA

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Diverso e benedetto fu il giorno in cui giunsi nell’isola argillosa immobile nel mare e fragile di vento. Buia la notte e solo qualche fuoco di pescatori pigri e sonnolenti unica luce per gli occhi miei vagabondi a frugare nella memoria l’origine prima del caos, l’ansia e lo sgomento che la vita mia sempre atterrisce. Unico rifugio il labirinto dove il mostro alberga, sempre affamato di danaro e sangue che il mondo sfama con veleno e morte. Poi ti vidi, Arianna, bella e di capelli fulva, viso di luna, argentea nella pelle avvolta appena in un esile velo, umido e salato di mare, brillante di perle lattee, ed il filo che mi porgesti mi avvampò le vene ed il cuore, di amore obliato nella mia memoria e dalla vita per sempre   bandito. Ora ,come ladro furtivo, dimmi che è vero, ritorni alfine a blandirmi l’anima?                   ...