UN GIORNO
Un giorno, verso mezzodì, t’ho vista andar via ondeggiando con ali variopinte lungo il sentiero che conduce alla vasta distesa delle anime incomplete. Occhi azzurri e riccioli d’oro, il sole splendeva picchiando sopra i muri di pietra delle antiche case tirate a secco dai nostri antenati. Non farlo, dissi io lo bramo, disse lei e si voltò altrove preferendo il limbo dove ancora vaga. Da allora, tutti i giorni mi furono maligni, a paragone di quello in cui ti conobbi. Se davvero andassi via in eterno cosa resterebbe a me se non amare le tenebre carezzare la notte, baciare le ombre dei tuoi passi, i ricordi bui dei tuoi cammini lungo i sentieri che traversano il bosco antico? Da quel giorno, luce dei miei occhi io fuggo ogni altra alba e sol la sera ti cerco gridando il tuo nome nel limbo che hai scelto per tua dimora. Potessi sentire almeno la tua voce senza contare i giorni, i mesi e gli anni scivolati lungo la spola veloce del tempo riconoscere...