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MIGRAZIONI

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Migriamo come uccelli disegnando nel cielo forme fantastiche   e inusuali. Cieco da molto tempo riapro ora la vista a contemplarne la  danza come in un disegno astratto. Reali erano invece i tuoi occhi e lucidi e brillanti mentre mi fissavi e teneramente sorridevi. Ed ora di nuovo uccelli su ruderi antichi cantano infinite nostalgie, piangendo una città distrutta da altri rapaci inumani, uomini perfidi e corrotti, malati di potere e ricchezza. Avremmo potuto fare la differenza, noi due, se non ci fossimo ammalati entrambi di un morbo raro e incurabile. Ma l’amore è tanto potente quanto fragile, come il cuore , un abisso insondabile, un paradosso senza soluzione.

Un’altra primavera

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Stai dunque scivolando nel mio cuore, come un felino acquattato sulla preda forte   della tua giovane vita rigogliosa mi avvinci ora con lettere di fuoco che scuotono l’anima   e scatenano brame inusuali ? Non vedo i tuoi occhi, ma so che mi guardano, mentre esisto lontano da te e con te immagino di volare. Non vedo le tue labbra ma le sento muoversi e sussurrare nel silenzio delle mie innumerevoli solitudini. Non vedo il tuo viso, ma giurerei che somiglia tantissimo al mio. Non vedo il tuo cuore, ma lo sento sussultare   ad ogni passo nell’ombra, ad ogni carezza sulla pelle. Come due uccelli ciechi non vediamo ora   il nostro nido, fragili carezziamo libertà e paura, poi d’improvviso ci rincontriamo ancora sfiorando le fitte tenebre della notte. Là moriremo calpestando il vuoto, una, due, tre volte e forse più rotolandoci insieme , mano nella mano come bimbi sperduti ma felici aspettando ancora un’altr...