METAFISICA DEL CUORE
Quando il destino bussò alla porta mi trovò grato e sorridente. Accadde di notte, ancora le mie mani ad accarezzare i tuoi capelli con rinnovata passione. Nel buio, il luccichio d’una lampada ad olio, nei tuoi occhi lo splendore d’una bellezza antica. Amavo la notte dove tutto tace la quiete, il buio e quella sensazione d’un tempo immobile ed infinito. Fosti tu , bellezza sconosciuta, a raccogliere il mio ultimo desiderio: incontrarti di nuovo, incontrarti per sempre, mano nella mano per amarti e sognarti, ogni giorno ed ogni notte, come se nulla di questo fosse mai successo prima. Ma un giorno mi persi nel profondo dell’Ade, e tu al di là dello Stige inaccessibile invano m’indicavi il bivio smarrito piangendo perpetua ed eterna la mia ostinata metafisica del cuore. Pubblicato da Antonio Fasolo Tutti i diritti riservati ( foto dal Web )