UN GIORNO
Un giorno, verso mezzodì,t’ho vista andar via
ondeggiando con ali variopinte
lungo il sentiero che conduce
alla vasta distesa delle anime incomplete.
Occhi azzurri e riccioli d’oro,
il sole splendeva picchiando
sopra i muri di pietra
delle antiche case
tirate a secco dai nostri antenati.
Non farlo, dissi io
lo bramo, disse lei
e si voltò altrove
preferendo il limbo dove ancora vaga.
Da allora, tutti i giorni mi furono maligni,
a paragone di quello in cui ti conobbi.
Se davvero andassi via in eterno
cosa resterebbe a me
se non amare le tenebre
carezzare la notte,
baciare le ombre dei tuoi passi,
i ricordi bui dei tuoi cammini
lungo i sentieri che traversano il bosco antico?
Da quel giorno, luce dei miei occhi
io fuggo ogni altra alba
e sol la sera ti cerco
gridando il tuo nome nel limbo
che hai scelto per tua dimora.
Potessi sentire almeno la tua voce
senza contare i giorni, i mesi e gli anni
scivolati lungo la spola veloce del tempo
riconoscerei ancora le tue parole?
La tua voce sarà uguale
a quella che udii un tempo e che risuona
nei lontani anfratti della mia memoria,
ed che il cuore ancora percepisce
con potenti vibrazioni?
Antonio
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