ARIANNA
Diverso e benedetto fu il giorno
in cui giunsi nell’isola argillosa
immobile nel mare e fragile di vento.
Buia la notte e solo qualche fuoco
di pescatori pigri e sonnolenti
unica luce per gli occhi miei vagabondi
a frugare nella memoria
l’origine prima del caos, l’ansia
e lo sgomento che la vita mia
sempre atterrisce.
Unico rifugio il labirinto
dove il mostro alberga,
sempre affamato
di danaro e sangue
che il mondo sfama
con veleno e morte.
Poi ti vidi, Arianna,
bella e di capelli fulva,
viso di luna, argentea nella pelle
avvolta appena in un esile velo,
umido e salato di mare,
brillante di perle lattee,
ed il filo che mi porgesti
mi avvampò le vene ed il cuore,
di amore obliato nella mia memoria
e dalla vita per sempre
bandito.
Ora ,come ladro furtivo,
dimmi che è vero,
ritorni alfine a blandirmi l’anima?
Antonio

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