Poésie noir



Sempre ti spio mentre ti  guardi allo specchio
ed ogni giorno temi le rughe che la vita ti infligge.
Eppure miele cola ancora dalle tue labbra sottili
e petali di rosa scivolano in mezzo ai tuoi seni d’avorio.
Fresca rugiada raccogli ancora nell’incavo della tua passione,
Forse rimpiangi quell’occasione perduta?

Eri sempre felice quando io soffrivo
e la gioia sprizzava dai tuoi occhi voraci
ad ogni piccolo spasmo ad ogni trafittura,
ad ogni graffio sulla pelle, ad ogni affondo sulla schiena.
Tu inseguivi la tua felicità, alle spalle della mie sofferenze.

Per questo un giorno, gemendo ti dissi:
ritorna alla terra dei tuoi perfidi antenati,
mangia la polvere, divora la sabbia e i cristalli di sale,
danza intorno al gelido fuoco di Bel,
nella foresta della luna nera.
Ti divorino i lupi feroci, ti sbranino le carni.
Marcisca la tua anima ed il tuo nome
svanisca dalla memoria degli uomini.
La tua vita evapori tra esalazioni mefitiche
e miasmi ripugnanti.

Son forse dure queste parole, amor mio?
Deponi le armi senza combattere
mentre la sera spalanca le porte ad una notte
crudele e bugiarda.
Ancora potremo amarci malgrado il vuoto e l’orrore.

                                                               Antonio

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