MIGRAZIONI



Migriamo come uccelli
disegnando nel cielo
forme fantastiche  e inusuali.
Cieco da molto tempo
riapro ora la vista
a contemplarne la  danza
come in un disegno astratto.
Reali erano invece i tuoi occhi
e lucidi e brillanti
mentre mi fissavi
e teneramente sorridevi.
Ed ora di nuovo uccelli
su ruderi antichi cantano
infinite nostalgie,
piangendo una città distrutta
da altri rapaci inumani,
uomini perfidi e corrotti,
malati di potere e ricchezza.

Avremmo potuto fare la differenza, noi due,
se non ci fossimo ammalati entrambi
di un morbo raro e incurabile.
Ma l’amore è tanto potente quanto fragile,
come il cuore , un abisso insondabile,
un paradosso senza soluzione.

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