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PUO’ DARSI...

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Può darsi che il tempo giochi scherzi grotteschi E quel capodanno in cui mancai a concepirti Mi si rivolti contro , assurdità d’ un nonsenso Come uno squarcio nello spazio e nel tempo. Può darsi ch’io rincontri me stesso In un altro mondo, in un’altra vita, sotto stelle e pianeti diversi, ed incontri quel figlio mai nato, respinto reietto e scacciato. Può darsi piuttosto ch’io t’ami ancora E ancora una volta l’enigma di un sogno sveli alfine il volto dell’uomo Cresciuto in beffa al mio seme sprecato Di cui cercai invano di struggere l’essere. Antonio

LA PRIMA VOLTA CHE MIO PADRE MORI'

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Ricordo come fosse ora, il giorno in cui mio padre morì per la prima volta. Avevo forse cinque o sei anni ed una domenica lui mi portò come soleva fare spesso, al parco non molto distante da casa nostra. Gli piaceva moltissimo portarmi a spasso e quella volta , dopo aver corso e giocato un po’, ci fermammo nei pressi d’una siepe. Il cielo era azzurro, l’aria mite, credo fosse aprile, una tiepida giornata d’inizio primavera. Lui mi guardò fisso negli occhi e disse con aria di sfida :  giochiamo a nascondino! Che bello, risposi io e mi andai a celare dietro un grosso fusto di pino secolare. Ovviamente lui mi trovò subito. Adesso tocca a te! Feci io. Mio padre divenne improvvisamente serio : e se mi nascondessi talmente bene che tu non riuscissi più a trovarmi? Impossibile, risposi io, ti troverò sicuramente. Fu così che mi voltai verso l’albero, chiusi gli occhi e cominciai a contare. I secondi scorrevano velocemente, sentii un piccolo e veloce fruscio, poi più nulla…D...

VEDO SPUNTARE

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Vedo spuntare   il tuo volto Ancora confuso e assonnato Mentre un’alba nebbiosa ed insonne Avvolge pietosa il mio cuore. Era un sogno sbadato...sincero, ma nella vita e nel luogo sbagliato, scusa ancora ti prego l’ardire avvilito ritorno nel nulla. Chissà forse che altrove io trovi La carezza gentile di un’anima bella Il bacio che      attiri di nuovo il mio cuore Con la forza possente d’una magia   novella.                                                                Antonio

SE APRO GLI OCCHI

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Se apro gli occhi, ti vedo correre ancora Lungo la giovane spiaggia, cocente di sabbia Dove onde scaldate dal sole Carezzano lente il tuo corpo sinuoso. Se apro gli occhi vedo ancora il tuo viso Bagnato di lacrime calde e brillanti Salate come acqua del mare Che lenta avvolge il tuo incerto destino. Se apro gli occhi ti vedo cadere Afferrare la sabbia e piangere e urlare Crude parole di rabbia, rimpianti , nostalgie e promesse mancate. Se apro gli occhi ti vedo in ginocchio Guardare fisso una barca e poi l’altra Cercare invano una chiara risposta Nel mare tranquillo, nella tempesta lontana. Se apro gli occhi ti vedo abbracciarmi Il capo chino, sulle spalle di bronzo Troppo soli, aspettando il ritorno Di un giorno più nuovo Di una vita più uguale. Se apro gli occhi ti sento parlare Come musica e danza e balletto Bellezza antica ma strazio nel cuore Di amore tradito, venduto, ingannato Nel mare salato. Se apro gli occhi...

VERSI FRANTUMATI

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Vorrei frantumare con questi versi Il sottile involucro che mi cela dal mondo ed insieme mi protegge. Come a Gordio con spada affilata Sciogliere il nodo di due vite sospese. Colei che da tanto tempo Credevo di vedere Ora finalmente io conosco Come maschera che cade Come neve che al sole si scioglie rivelando una misteriosa antica bellezza di cui avido ricerco i baci Per lunghi giorni attesi. Ed è quel bacio rubato e complice Che fa battere di nuovo il mio cuore. Il profumo sempre uguale dei suoi abiti abbandonati, negli anfratti più scuri della mia mente. Quel profumo io carezzo mentre le mie mani sfiorano tremanti la cruda realtà di questo accadere. Perché impossibile a me sembra che realtà sia e non un sogno Il vedere e il rivedere senza spezzare più vite, senza rompere il fragile equilibrio dei legami di sangue. Accetta dunque il sorriso che io fingo E la passione a volte vacillante, a volte irrefrenabile di un cuore che batte lunghi giorni e lung...

LASCIATEMI SOGNARE

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Non siate egoisti, gente perbene lasciatemi sognare a lungo e indisturbato perchè io salti di sogno in sogno come un'ape che salta di fiore in fiore, succhiando il nettare dolce della vita fino a contemplare sazio di anni la realtà del mio esserci.                                            Antonio

Metà Luna e Metà Marte....

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Diceva Čechov che nei certificati di nascita è scritto dove e quando un uomo viene al mondo, ma non vi è specificato il motivo e lo scopo. Io nacqui una fredda mattina di novembre del 1962, il giorno 18 per la precisione...e per l’appunto, a tutt’oggi , mi sforzo di comprenderne sia i motivi che il fine. So che erano passati 322 giorni dall’inizio dell’anno e ne mancavano 43 al suo compimento. Era domenica e la Chiesa ricordava il transito di S. Oddone abate di Cluny un sant’uomo che a quanto si racconta fu una vera guida spirituale sia per i monaci che per i fedeli del suo tempo. Di fronte alla "vastità dei vizi" diffusi nella società, il rimedio che egli proponeva con decisione era quello di un radicale cambiamento di vita, fondato sull’umiltà, l’austerità, il distacco dalle cose effimere e l’adesione a quelle eterne . Ma per tornare a quelle effimere vi dico che io nacqui verso le dieci e venti della mattina dentro una clinica intitolata...