LA PRIMA VOLTA CHE MIO PADRE MORI'
Ricordo come fosse ora, il giorno in cui mio padre morì per la prima
volta. Avevo forse cinque o sei anni ed una domenica lui mi portò come
soleva fare spesso, al parco non molto distante da casa nostra. Gli
piaceva moltissimo portarmi a spasso e quella volta , dopo aver corso e
giocato un po’, ci fermammo nei pressi d’una siepe. Il cielo era
azzurro, l’aria mite, credo fosse aprile, una tiepida giornata d’inizio
primavera. Lui mi guardò fisso negli occhi e disse con aria di sfida :
giochiamo a nascondino! Che bello, risposi io e mi andai a celare dietro
un grosso fusto di pino secolare. Ovviamente lui mi trovò subito.
Adesso tocca a te! Feci io. Mio padre divenne improvvisamente serio : e
se mi nascondessi talmente bene che tu non riuscissi più a trovarmi?
Impossibile, risposi io, ti troverò sicuramente. Fu così che mi voltai
verso l’albero, chiusi gli occhi e cominciai a contare. I secondi
scorrevano velocemente, sentii un piccolo e veloce fruscio, poi più
nulla…Di scatto mi voltai con un sorriso beffardo. Avevo sentito
qualcosa muoversi ad una decina di metri da me, giusto vicino un
fossato. Sorrisi e corsi a pregustare la mia vittoria…Ma non trovai
nulla. Mi girai di nuovo ad osservare il luogo in cui ci eravamo
fermati poco prima. ..non poteva essere lontano. Già più serio cominciai
a guardare meglio…ma certo! Il cespuglio. Come mai non ci avevo pensato
prima! Zompettai contento e veloce pregustando già la mia vittoria
ma…ancora nulla. Nulla neanche dietro il cespuglio. Ero diventato serio
adesso e corrucciato, il cuore cominciava a battere più veloce…ma doveva
essere lì , ero piccolo ma non stupido, le persone non possono sparire.
Guardai più attentamente. Negli avvallamenti del terreno nulla …dietro
l’erba nulla, una lunga fila di arbusti…ci girai intorno, nulla e ancora
nulla! La strada sterrata prima percorsa insieme era ora desolatamente
vuota, nessun rumore percettibile, qualche farfalla volava di fiore in
fiore. Fu allora che scoppiai in un pianto irrefrenabile e
singhiozzante…era sparito, non c’era più! Aveva mantenuto la promessa.
Era scomparso!!! E mentre le lacrime mi scivolavano sulle guance un
forte abbracciò mi sollevò da terra ed una carezza sul viso : “
scemetto, perché piangi? Ero dietro la siepe , non mi avevi visto?” Ma
ci misi un po’ per calmarmi. In seguito non dimenticai più questa scena e
queste sensazioni. Sapevo che un giorno le avrei riprovate…e non
sarebbe stato per gioco. Per molto tempo credetti d’averla fatta franca…
ma poi un giorno, dieci anni fa, il gioco gli riuscì meglio . Questa volta
mio padre se ne andò sul serio dentro una grande cassa di legno ed io
ero abbastanza grande per capire che non sarebbe più riuscito fuori da
una siepe.
Eppure in fondo al cuore continuo a cercarlo e ritorno spesso in quel
parco e…lo confesso, guardo spesso dietro quella siepe sperando un
giorno di risentire una dolce carezza sul viso….

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