CLESSIDRA
Incidevo le mie emozioni
sui tronchi robusti di foreste rigogliose
gustando gli anni delle passioni divoranti
ebbro d’amore e mai sazio di vita.
Poi, mentre dormivo sotto le stelle,
Tu hai reciso di netto il mio cuore
e danzando sulle sue macerie
hai intonato un canto funebre.
Hai pronunciato parole mai dette,
in una notte di luna nebbiosa.
Senza che nessuno capisse,
hai sussurrato il mio nome segreto.
Baciarti fu come sentire
un ardore di
fuoco nelle vene.
Poteva essere qualcosa, ma non fu nulla,
se non un banale rigurgito di vita
sulla tua pelle brillante di luce
e la mia, opaca e bruciata dagli anni.
Come urto potente di onda marina,
spazza via gli effimeri castelli di sabbia,
così il vigore della tua bella stagione di vita,
spazzò via ogni mia misera illusione.
E la sabbia si mise a scivolare più veloce
ignorando la luna nebbiosa
ed il mio cuore solitario,
verso una misura sempre più colma
e un’ampolla sempre più piena.
Neanche l’ultimo granello
mi vedrà pronto a
lasciarti,
supplicandoti di rovesciare il mio destino.
Triste il tuo viso nel riverbero del crepuscolo.
Cupa la clessidra svuotata di attesa.

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