A NESSUNO
affogati nella palude della tua incomprensione.
Non vedo più nulla, né ho
nulla da dire,
mentre i miei polmoni si svuotano d’aria
e l’aria si trasforma in un profluvio di bolle,
che corrono verso la superficie oscura
dello specchio dei miei sensi.
Disteso come un fantoccio di stracci,
adagiato sul fondo
limaccioso e palustre,
avvolto da morbide alghe danzanti
sta il mio corpo gonfio e bluastro,
schiacciato da un muro d’acqua soffocante.
A nessuno ho promesso di sopravvivere
quando la mia coscienza trasparente
Incontrerà l’abbraccio ultimo e definitivo
se non a te, che mi sei compagna
pallida e fluida come una sirena ondeggiante,
che giri e rigiri, blandisci e ferisci,
ti penti e perdoni ed infine
dai senso ad ogni mio
giorno perduto.
A nessuno permetterò di svegliarmi
dal sonno, se non a
te , compagna e sirena
che hai diviso il mio talamo giovanile
ed ora la mia inquieta maturità,
tra baci, folli carezze
e caparbie gelosie.
A nessuno dirò, che solo un bacio delle tue labbra
mi sarà sufficiente quel giorno
per riaprire gli occhi ed ammirare
un cielo nuovo e fiammeggiante
mentre le mie mani stringeranno ancora il tuo corpo,
gli occhi negli occhi, il cuore nel cuore,
l’anima indivisa,
Amore bello e paziente
Ragione unica del mio peregrinare,
di nessuno mai, se non mio,
per sempre.
Antonio

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