1967
Disteso tremante sul letto,
io conto i tuoi passi.
Da quando sei uscita, di gradino in gradino
io sto sempre dietro di te
e conosco ogni tua sosta,
ogni tuo passo io lo conto.
Prevedo gli incontri casuali
e le chiacchierate improbabili.
Io so che tu hai fretta
e al mercato corri affannata
di banco in banco
con l’occhio all’orologio
Ma il tempo scorre sempre più veloce
più sfuggente ed imprevedibile
per chi deve farsi perdonare
con un gioco, un dolce, un pupazzetto.
E quando la porta alfine si riapre
mi accorgo del tuo respiro rarefatto
per la salita affannata
Ho fatto tardi amore mio?
Come stai? Ancora la febbre?
Gli occhi allora brillano
ed i piedi corrono veloci
per la fretta di riposare sul tuo cuore.
Antonio

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