SOGNO


L'immagine può contenere: notte, cielo, albero e nuvola A lungo parlammo stanotte
ma non ricordo neppure una parola
delle tante che abbiamo pronunciato.
Avrei voluto chiederti la ragione
del tuo intimo soffrire,
di quel tuo sguardo dolce e malinconico
e della voglia di abbracciarti
che sempre più forte io sentivo.

Era una serata familiare e tu,
felice di rivedermi
mi raccontavi delle gioie e delle pene
vagabonda e innocente
tornata dopo anni di esilio
e lungo viaggiare dell’anima.
Tornavi con la pelle cosparsa
delle mie stesse cicatrici
come se uguali carnefici,
avessero infierito sull’anima.
Tornavi con la tua vita centrata e le occasioni mancate
ed un’invisibile pendolo che oscillava
ad ogni battito del cuore.
Cosa fummo, cosa siamo ora?
Il sentiero che abbiamo calpestato
forse altri scruteranno curiosi,
ma con altri passi cammineranno,
lasciando orme simili e diverse.
L’erba ricresce sulla via ormai chiusa
ed il vento del deserto
ridisegna le forme di più esotiche dune.
Ma non svanisce il mio sogno
che del mio desiderio si nutre
della luce svanita, del silenzio e dell’ombra
di ciò che fui e e che il giorno m’ invidia
Non spezza l’alba le mie visioni più belle.
Antonio

Commenti

Post popolari in questo blog

TRADIMENTO

COINCIDENZA