ADDIO
I tuoi artigli affondarono nella mia carne
a volte con strazio, a volte con dolcezza.
Ma per lo più , profonde ferite sanguinanti
di cui per sempre conserverò le cicatrici.
Anche tu mi amavi a modo tuo
acquattata in mezzo al fogliame della foresta
acquattata in mezzo al fogliame della foresta
balzando fuori solo per ferire
e se qualcuno o qualcosa ti convinse del contrario
mai seppi fingere la mia profonda delusione
che ad altri credesti, acerrimi nemici.
Addio creatura esile ed affilata
dall’animo lacerato e confuso
la tua mente, da antichi mali accecata
e mai del tutto lucida
aveva sempre la meglio
sulle mie sognanti illusioni.
La tua psiche piagata dal pathos
dei tuoi antichi amori malati
riposi ora in un dolce ricordo, il mio, il tuo
che un tempo ci incontrammo
e ci odiammo con pari vigore.
Onore e gloria a noi combattenti
di una guerra mai dichiarata
né ancora conclusa.
Ricordati che al rancore non cederà mai
colui che un giorno spezzò il tuo
animalesco furore.
Antonio

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