IMMAGINAZIONI
come un astro lontano,
mentre la mia vita ruotava
come una falena impazzita
intorno ad una fiamma fatale.
Nessuna porta nella mia stanza
nessuna finestra,
nemmeno una fessura,
solo un piccolissimo sentiero
percorso da disciplinate formiche
ed il lucernaio altissimo
da cui penetrava una cupa fetta di cielo
disegnata con geometrico grigiore.
La paura era il mio mondo
dolce e rassicurante,
a volte amaro ma privo di sorprese
dove nulla cambiava, neanche il cielo
solo il sospetto presto sopito
che un giorno o l’altro t’ avrei incontrata.
Allora di nuovo t’immaginavo
collocata al centro del mio cuore
bella e malinconica ma scossa dal rimorso
mentre involontarie, impercettibili
le nostre mani si congiungevano
e tu mi sussurravi le parole
che non avrei mai dovuto sentire
perché vietate a noi mortali
dall’invidia degli dei.
Le chiavi mi porgevi
d’ un passaggio solo a te visibile.
Avessimo potuto varcarlo insieme!
Quali vie si sarebbero aperte
quali orizzonti si sarebbero schiusi!
Ora di questo ho paura,
che io passi per primo, e che tu,
dietro a me scompaia per sempre
per qualche oscuro maleficio
di un dio sadico e perverso.
Antonio

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