VERTIGINE
e la vita brillava nei tuoi occhi
che avevano visto il nulla
ed ora piangevano di gioia.
felici di esserci ancora.
Ma insieme a noi marciava l’oblio,
malgrado le fresche acque della memoria
cercassero d’infrangere ogni barriera.
Tu scrutavi l’orizzonte vasto e terribile
malinconica ti mancavano i miei abbracci
E le sirene cominciarono a cantare
struggente nostalgia d’una fama perduta
voglia di tornare a combattere
coi fratelli in terra straniera
stridio di lame accecanti e
carne straziata, urla e dolore,
ma gloria imperitura.
Certezza d’un porto sicuro
o dubbioso destino tra i flutti del mare?
Patria tranquilla ed un regno riavuto
ma passione di vento , di mare , d’incerto.
Non starà mai coi piedi saldi in terra
colui che fuggendo ogni sentiero
preferisca la vertigine
del tuo amore timido e dolcissimo.
Antonio

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