SPETTRI



A me stesso celato,
è il crimine dell’origine
quando fuori pioveva
e tu stendevi le braccia
per raccogliere ogni goccia,
tu , di cui appena conservo
 un vuoto ricordo,
mi hai paralizzato con il morso
d’una bestia letale.

Spettri antichi albergano nel buio,
lontani eppur vicini nei miei ricordi.
E’ un’antica ferita che brucia tuttora
come quando il fuoco percosse
e tutti ebbero paura di toccare.

Una piccola fiamma che mai si spegne
né si consuma del tutto,
ma riprende vigore ad ogni gesto ribelle,
a qualsiasi tremolio del cuore
che ogni sguardo di donna m’accende.

E quando ti sento vicina
è una piaga di sangue che scorre
un ruscello che lento s’allarga
 e diventa canale torrente e poi fiume.

Infine incrocio il tuo sguardo
il fiato si spegne, un lieve singhiozzo
 il sudore ed il pianto
e la mia vita spezzata
tra le  labbra serrate
dove abilmente  nascondi
un segreto  mai detto
disumano e spietato.


                                               Antonio

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