ASSENZA
verso
il terreno umido e marcio di pioggia
Nessuna
linfa scorre più nelle sue vene.
La
guardo cadere e sento il vuoto che la invecchia.
Alberi
sfilacciati tremano
al
soffio d’una leggera tramontana
Tu
mi guardi da un’altra visuale
con
il sorriso inchiodato
a
fermare un istante di gioia.
Io
ti guardo e so che tutto è mutato.
In
mezzo rimane solo l’assenza,
il
vuoto di due attimi sperduti
Com’è
strano vivere lontano
il
tempo fuggito e nulla come prima,
diverso
anche il futuro.
Chi
pensa alle foglie che marciscono in autunno?
E
che me ne faccio io della tua assenza?
Mi
ricorda il vuoto della morte,
il
muto dolore per la perdita dei genitori
dei
loro corpi marciti in quella stessa terra.
La
tua assenza mi gela le vene,
come
la tramontana gela e sbriciola
la
foglie rinsecchite.
Lasciati
andare, lasciami andare
nello
stesso modo lasciami marcire,
senza
di te, delle foglie secche
io
invidio la sorte.

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