NEANCHE AMORE



Declinavi tutto al futuro
torturandoti nell’attesa
pensando e vivendo di nulla.
Alla fine ti lasciai andare,
facendoti scivolare tra le dita
come i petali d’una rosa
sulla tomba del nostro amore.
Pensavo di morire, ma rimasi in piedi,
come quando raccolsi l’ultimo respiro
dalla bocca di mia madre .
Ma davvero pensavi di volerlo?
Non credi che la sorte sia più dura
per coloro che saltano nel vuoto?

Puntavi i piedi e sollevavi il mento,
lo sguardo fiero e sciocco al tempo stesso.
Nessun rancore, nessun dolore,
nemmeno amore,
mentre sbattevi la porta ,
ma un vento incurabile e maligno
duro, sprezzante e gelido di neve.
L’inverno spazzava furioso
le strade ed i crepuscoli precoci.
Coaguli di umani incollati
alle vetrine di Natale.
E tu giocavi a nascondino
con le parole con cui ti abbracciavo,
finché un giorno afflitta dicesti:
lontani sono i nidi della giovinezza
marciti i frutti dell’albero della vita.

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