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VERTIGINE

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Dopo la morte tornò la vita, e la vita brillava nei tuoi occhi che avevano visto il nulla ed ora piangevano di gioia. felici di esserci ancora. Ma insieme a noi marciava l’oblio, malgrado le fresche acque della memoria cercassero d’infrangere ogni barriera. Tu scrutavi l’orizzonte vasto e terribile malinconica ti mancavano i miei abbracci E le sirene cominciarono a cantare struggente nostalgia d’una fama perduta voglia di tornare a combattere coi fratelli in terra straniera stridio di lame accecanti e carne straziata, urla e dolore,   ma gloria imperitura. Certezza d’un porto sicuro o dubbioso destino tra i flutti del mare? Patria tranquilla ed un regno riavuto ma passione di vento , di mare , d’incerto. Non starà mai coi piedi saldi in terra colui che fuggendo ogni sentiero preferisca la vertigine del tuo amore timido e dolcissimo.               ...

IL VELIERO

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Il veliero dell’oblio solca ora il mare della dimenticanza. Ma non annegano i ricordi, malgrado tutti i miei sforzi. Anzi riprendono vigore durante le notti magiche in cui il cuore batte nei sogni e la mente si libera da ogni menzogna. Allora si svela l’essenza   del mio essere ed il vento della notte sussurra parole di libertà. Rimorsi , passioni, pentimenti, afflizioni ma anche sorpresa e gioia, come quando complici e silenti ci lanciavamo occhiate rassicuranti. Poi un giorno qualcuno tradì, non io, non tu, forse un demone invidioso che cominciò a possederci. Come continuare allora a respirare la stessa aria. Come percorrere gli stessi sentieri? Entrambi, di strazio e dolore travolti, fummo costretti a fuggire. Ora solo in sonno mi vieni incontro, lontani e sfocati sono gli anni della giovinezza.                     ...

IMMAGINAZIONI

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T’immaginavo allora come un astro lontano, mentre la mia vita ruotava come una falena impazzita intorno ad una fiamma fatale. Nessuna porta nella mia stanza nessuna finestra, nemmeno una fessura, solo un piccolissimo sentiero percorso da disciplinate formiche ed il lucernaio altissimo da cui penetrava una cupa fetta di cielo disegnata con geometrico grigiore. La paura era il mio mondo dolce e rassicurante, a volte amaro ma privo di sorprese dove nulla cambiava, neanche il cielo solo il sospetto presto sopito che un giorno o l’altro t’ avrei incontrata.   Allora di nuovo t’immaginavo collocata al centro del mio cuore bella e malinconica ma scossa dal rimorso mentre involontarie, impercettibili le nostre mani si congiungevano e tu mi sussurravi le parole che non avrei mai dovuto sentire perché vietate a noi mortali dall’invidia degli dei. Le chiavi mi porgevi d’ un passaggio solo a te visibile. Avessimo potuto ...

ADDIO

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Addio tigre amata dalle unghie affilate e sottili I tuoi artigli affondarono nella mia carne a volte con strazio, a volte con dolcezza. Ma per lo più , profonde ferite sanguinanti di cui per sempre conserverò   le cicatrici. Anche tu mi amavi a modo tuo acquattata in mezzo al fogliame della foresta balzando fuori solo per ferire e se qualcuno o qualcosa ti convinse del contrario mai seppi fingere la mia profonda delusione che ad altri credesti, acerrimi nemici. Addio creatura esile ed affilata dall’animo lacerato e confuso la tua mente, da antichi mali accecata e mai del tutto lucida aveva sempre la meglio sulle mie sognanti   illusioni. La tua psiche piagata dal pathos dei tuoi antichi amori malati riposi ora in un dolce ricordo, il mio, il tuo che un tempo ci incontrammo e ci odiammo con pari vigore. Onore e gloria a noi combattenti di una guerra mai dichiarata né ancora conclusa. Ricordati che al rancore non cederà...

RICERCA

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Perché cerco ancora ciò che un tempo trovai e mi sforzo di ricordare ciò che una volta sapevo? Un oblio malvagio ha forse sviato la mia mente? Tutto ciò che avevo appreso di nuovo e di bello giace ora sepolto sotto il fango di un’oscura ignoranza. Strato dopo strato si è accumulata l’impostura annullando la coscienza dell’origine. Ma tu, figlia della terra e del cielo stellato, risveglia in me con la potenza della tua memoria il ricordo della via che conduce all’isola beata dove noi due vivremo per sempre. Prendi la mia mano e il tuo sorriso illumini il tuo amore scaldi la tua passione sciolga i vincoli della mia bassa ignoranza. Ti stringerò allora in un caldo abbraccio, forte come la roccia tenero come un bocciolo di rosa e sulle tue labbra porrò il sigillo ardente d’un bacio dolce e senza fine.                   ...