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MIGRAZIONI

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Migriamo come uccelli disegnando nel cielo forme fantastiche   e inusuali. Cieco da molto tempo riapro ora la vista a contemplarne la  danza come in un disegno astratto. Reali erano invece i tuoi occhi e lucidi e brillanti mentre mi fissavi e teneramente sorridevi. Ed ora di nuovo uccelli su ruderi antichi cantano infinite nostalgie, piangendo una città distrutta da altri rapaci inumani, uomini perfidi e corrotti, malati di potere e ricchezza. Avremmo potuto fare la differenza, noi due, se non ci fossimo ammalati entrambi di un morbo raro e incurabile. Ma l’amore è tanto potente quanto fragile, come il cuore , un abisso insondabile, un paradosso senza soluzione.

Un’altra primavera

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Stai dunque scivolando nel mio cuore, come un felino acquattato sulla preda forte   della tua giovane vita rigogliosa mi avvinci ora con lettere di fuoco che scuotono l’anima   e scatenano brame inusuali ? Non vedo i tuoi occhi, ma so che mi guardano, mentre esisto lontano da te e con te immagino di volare. Non vedo le tue labbra ma le sento muoversi e sussurrare nel silenzio delle mie innumerevoli solitudini. Non vedo il tuo viso, ma giurerei che somiglia tantissimo al mio. Non vedo il tuo cuore, ma lo sento sussultare   ad ogni passo nell’ombra, ad ogni carezza sulla pelle. Come due uccelli ciechi non vediamo ora   il nostro nido, fragili carezziamo libertà e paura, poi d’improvviso ci rincontriamo ancora sfiorando le fitte tenebre della notte. Là moriremo calpestando il vuoto, una, due, tre volte e forse più rotolandoci insieme , mano nella mano come bimbi sperduti ma felici aspettando ancora un’altr...

ARIANNA

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Diverso e benedetto fu il giorno in cui giunsi nell’isola argillosa immobile nel mare e fragile di vento. Buia la notte e solo qualche fuoco di pescatori pigri e sonnolenti unica luce per gli occhi miei vagabondi a frugare nella memoria l’origine prima del caos, l’ansia e lo sgomento che la vita mia sempre atterrisce. Unico rifugio il labirinto dove il mostro alberga, sempre affamato di danaro e sangue che il mondo sfama con veleno e morte. Poi ti vidi, Arianna, bella e di capelli fulva, viso di luna, argentea nella pelle avvolta appena in un esile velo, umido e salato di mare, brillante di perle lattee, ed il filo che mi porgesti mi avvampò le vene ed il cuore, di amore obliato nella mia memoria e dalla vita per sempre   bandito. Ora ,come ladro furtivo, dimmi che è vero, ritorni alfine a blandirmi l’anima?                   ...

ATTESA D'AMORE

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Sono di fuoco le tue parole e bruciano e sciolgono i grumi di vita che ancora mi ostino a trattenere tra le pareti sempre più scure dei miei sogni mancati. Ma tu come stai?   Quale vita hai scelto, diversa dalla mia? Quali occhi scruti e cosa riesci a pensare mentre altre dita ti carezzano la pelle, ti rubano baci, e rapiscono l’innocenza? Torna ad invadere il mio cuore che stancamente si trascina passo dopo passo in questa stagione tiepida ed infedele dove anche la pioggia sferza violenta ed il vento spazza via le foglie e gli amanti. Perché non torni ancora a scaldarmi il cuore tiepido come il sole di questa notte uguale e tardiva? Avanza questo autunno immenso e violento che riempie le mie vene d’una linfa maligna e la tua mente di un profondo oblio. Anche le mie ossa sembrano avvolte da cespugli di spine e cigolano ad ogni colpo di vento,   come antichi fantasmi incatenati Lo sai? Sento ancora il tuo aroma selvaggio ...

TRADIMENTO

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Quando te lo dissi, amore mio il tuo cuore esplose di rabbia in mille pezzi si spezzò schiantato a terra come uno specchio in frantumi scivolato dalle mani incaute d’una fanciulla frettolosa. Frammenti affilati e taglienti come lame, per assurdo moltiplicavano le tue dolci sembianze. Anche la tua anima si sbriciolò e quel tuo ingenuo sentimento che ardeva di passione. Avrei voluto raccoglierne i pezzi ad uno ad uno, con le dita gocciolanti di sangue. Il terrore me lo impedì e il senso di colpa. Amore fragile e dolce avresti dovuto essere prudente avresti dovuto avvisarmi: ti prego : sussurralo     in silenzio confessalo con devozione! Antonio